Sabato

LUIGI PANE

Il sabato sera. La pizza.
Ti vengono in mente soltanto due parole, a seguire: Coca Cola e comitiva.

Qualcun altro risponde Tennent’s e lasciatemi stare.

Nella pizzeria c’è talmente tanta gente che si splittano i tavoli: “Do you mind if…” e si propone al cliente in coppia la condivisione della panca con un’ipotetica altra coppia per questioni di spazio.
Lui spera di non doversi accollare quei quattro usciti dal film di Polanski di qualchetempofa. Per fortuna gli si siedono davanti.

-Ehi. Ciao!
Si avvicina la ragazza occhialuta che rimbalza per la sala, la cui assegnazione dei tavoli l’aveva guidata fino a lì.
Sì, proprio l’assegnazione dei tavoli.
-Ciao!
Una giornata intera a servire e sorridere, che fa pure strano che qualcuno ti piazzi qualcosa davanti e ti dica “buon appetito compà”. Poi vedi ‘sti dipendenti d’avanguardia cacciare dei sorrisi che ti demoliscono come uno di quei condomini dell’epoca post-condono.
-Allora, che vuoi mangiare?
La prima risposta sarebbe “Una pizza”, ma in tal caso passi per coglione. In realtà la domanda è “come la vuoi ‘sta pizza?”, di conseguenza più difficile. Salsiccia e melanzane a funghetto, va’.
-Ottimo. Da bere invece?
-Stella Artois? Voglio fare il tipo degli anni novanta.
-Non c’è.
-Tennent’s?
Il dialogo diventa un sorriso della ragazza occhialuta, che continua a rimbalzare su e giù. Impossibile non seguirla con lo sguardo.
Sul fatto che sia bella, non ci piove. Sul fatto che sia sicura di sè, manco ci piove. Non piove da nessuna parte a quanto pare (quindi non andare a raccontare com’è il tuo cielo, cretino), bella storia.

Dopo dieci minuti una signora che nemmeno si accorge del tavolo occupato si poggia sul tavolo in attesa di pizza e birra come se fosse una commensale, ma in realtà non si è accorta che la panca fosse occupata. Sta facendo la fila al cesso. Aperitivo sociale tra scuse e pezze a colori. Zitti, sta passando quella di prima e ha guardato in direzione nostra.

Ok, ha pensato “che carino” o semplicemente non ricorda cosa doveva portarci a quel tavolo? Cazzo, Tennent’s e pizza spaccafegato sono un portfolio di merda. La prossima volta non fare così.

Ten minutes later…
Tennent’s
Ten more minutes later…

-Buon appetito!

Bella faccia, si dice a napoli. Però si guarda la pizza con fare compiaciuto, nel frattempo. Compà, stacca gli occhi da quella tipa che questo non è un filtro di instagram, è il fumo della pizza che ti avvisa che è meglio mangiare.

Buon appetito è un convenevole che se mangi da solo puoi pure evitare.

Buona la pizza, ma dura poco. Tipico delle cose belle.
Bella, la birra, doveva farsene due. Le cose belle durano poco.
Vorrei che il turno di questa povera stronza durasse per sempre, per quant’è bella.
La pizza, la birra e il servizio.

Buono.
Quanto devo?
Grazie, ciao e buon lavoro.

– Mo che fai?
– Torno a casa.
– Ci sentiamo dopo

Ed il bacio dei saluti, d’effetto come tutte le altre sere.
E la ragazza occhialuta, d’effetto come ogni giorno.
Quello era lui, quello era il suo sabato sera. Quella, la sua ragazza.

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2017-07-19T21:20:39+00:00

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